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Quando serve un sito in sole 24 ore
28 nov
Un bel sito web, di qualità massima, in appena 24 ore. A cosa serve? Sono molte le piccole organizzazioni interessate ad un’offerta che consenta loro di rientrare nei tempi di lavorazione sempre più stretti e budget sempre più ridotti, presentandosi nel contempo sul web con un prodotto facilmente raggiungibile dai motori di ricerca, compatibile con tutta l’ampia varietà di browser oggi presenti sul mercato ed anche accessibile da iPhone, iPad e terminali Android.
Tutto questo è possibile, oggi, grazie al cloud computing, che consente di dare in outsourcing buona parte del lavoro per il quale, fino a poco fa, serviva uno staff di diversi programmatori, grafici e web designer. Il sito in 24 ore di AmelyaCom riesce a fare questo e a costi molto competitivi. Un uso tipico di questi siti-lampo è quello degli eventi, ma pare che sia molto apprezzato anche da tutte quelle realtà nate da poco (tipo startup, ma non solo) che hanno fatto aspettare troppo tempo e ora si sentono impreparate ad affrontare le sfide di un’economia che vuole ripartire a tutti i costi….
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Perchè le Pmi devono puntare sulla sostenibilità ambientale
19 giu
Da anni ormai sentiamo ripetere che bisogna pensare all’ambiente, che pubblico e privato non possono più far finta di niente.
E’ bene ricordare quanto le piccole e medie imprese possano guidare un processo che porti ad un sempre maggiore e reale sviluppo di un tale fenomeno.
Il punto interessante è che non si tratterebbe di un processo che parta solo ed esclusivamente da spinte ideali e quindi, banalmente, non profittevoli se non addirittura costose. Al contrario, si partirebbe proprio dal dover diminuire i costi e quindi i materiali fisici, che ora si possono eliminare grazie all’informatica in genere e ad un uso del cloud computing che come sapete noi amiamo particolarmente. Ciò si coniuga facilmente col tema ambientale in un connubio che già comincia a portare alle aziende che provano questi percorsi dei vantaggi anche in termini di incentivi dati in quanto si adottano tecnologie innovative riducendo sprechi e inquinamento.
Come riporta un articolo di Pmi.it, un esempio è un’azienda ferrarese che mette a disposizione delle aziende di piccole dimensioni un sistema di contabilità ambientale che permette di quantificare i risultati dei propri progetti di rispetto dell’ambiente. Ma c’è anche Annalisa Castelli, la quale avverte che la sostenibilità, per le aziende, può cominciare già dalla fase di acquisto: una maggiore consapevolezza nella scelta delle forniture comporterà comunque dei risparmi. E il tema è ripreso pure da Marco Minghetti, che parla di “green procurement”.
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Motori di ricerca: meglio puntare al primo posto
8 giu
Tutte le aziende si pongono il problema di come posizionarsi al meglio rispetto alle ricerche Google. È bene che sappiano che bisogna puntare ad arrivare primi. Secondo una recente ricerca, infatti, la prima posizione vale almeno il doppio della seconda, in termini di click.
Questo significa che, almeno in questo caso, bisogna puntare in alto, e il grafico che riportiamo qui accanto rende bene l’idea del crollo di attenzione che si verifica scendendo nella classifica dei risultati del motore di ricerca.
L’indagine è stata effettuata da Chitika research, che ha analizzato il traffico proveniente da Google sul proprio network e lo ha classificato in base alla posizione nelle pagine dei vari risultati. Nell’ambito del campione considerato, la prima posizione ha portato più del 34 per cento di tutto il traffico, quasi tanto quello generato dalle posizioni dalla seconda alla quinda messe insieme.
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E-commerce: regna il passaparola
29 mag
Su questo blog abbiamo più volte ricordato che ormai la presenza sul web delle aziende (e in particolare di quelle medie e piccole che si devono far conoscere) è diventata non solo indispensabile ma deve essere anche intelligente. Come sottolinea ManagerOnline.it anche i dati continuano a confermarlo. Risulta non più contestabile il dato che mostra come i consumatori fra le varie forme di pubblicità si affidino in primo luogo al passaparola e subito dopo ai commenti lasciati online sui social network da altri utenti.
Dunque esserci nelle varie reti sociali (per ora in Italia regnano Facebook e Twitter, ma presto si pensa che diventerà molto popolare anche Foursquare) è fondamentale, il divertimento è importante ma acquisire informazioni decisive su acquisti da fare a breve o esperienze e consigli turistici (Tripadvisor) lo è di più per molti.
Per un cliente e un consumatore che per la prima volta entra in contatto con un’azienda, valutare la presenza online di quest’ultima (pure l’efficacia dei collegamenti fra i vari profili social, sito istituzionale ed eventuale blog) sta acquisendo sempre più rilevanza. Visto che la giornata è di 24 ore e che ognuno deve concentrarsi prima di tutto sul proprio core business, affidare questo compito ad una propria assistente personale potrebbe essere davvero una buona idea.
Share on FacebookSoftware come “servizio” per le piccole imprese
6 mag
È piccolo ma crescerà. Il mercato delle soluzioni informatiche distribuite come servizio, anziché come prodotto, tra le piccole imprese italiane, occupa oggi tra un decimo ed un quarto del mercato, ma ha già dimostrato, negli ultimi 3 anni, di saper crescere in fretta.
Sono le conclusioni di una ricerca condotta dall’Osservatorio PMI della School of Management del Politecnico di Milano, “ICT as a service: ennesima moda o reale opportunità per le PMI?”.
Vediamo di cosa si tratta. Le soluzioni ICT “as a service” sono quelli applicativi che l’azienda può utilizzare senza installarli nei computer, ma direttamente da internet, col vantaggio di risparmiare sui costi dell’harware e non doversi mai preoccupare degli aggiornamenti del software. Un po’ come avviene per l’ufficio virtuale di Amelya.
Ed ecco i risultati dell’indagine in sintesi: Continua >
Share on FacebookQuanto è snella la tua azienda?
24 apr
Hai mai pensato a mettere a dieta la tua organizzazione? C’è chi l’ha fatto sul serio, con risultati sorprendenti. La nuova parola d’ordine, per chi vuole portare valore ai propri clienti ed aumentare i profitti (o servire meglio i cittadini), è “organizzazione snella”. E vale anche per la piccola impresa.
Qualche giorno fa ho partecipato ad un interessante incontro con Giuseppe Negro, guru della “lean organisation“, una delle tendenze oggi più in voga, in ambito manageriale. La lean organisation – che costituisce un’evoluzione della “qualità totale” (paradigma che ha spopolato negli anni ‘80 e ‘90) – è stata messa a punto dalla Toyota, azienda simbolo del cambiamento organizzativo quale motore del successo economico.
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