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E-commerce: regna il passaparola
29 mag
Su questo blog abbiamo più volte ricordato che ormai la presenza sul web delle aziende (e in particolare di quelle medie e piccole che si devono far conoscere) è diventata non solo indispensabile ma deve essere anche intelligente. Come sottolinea ManagerOnline.it anche i dati continuano a confermarlo. Risulta non più contestabile il dato che mostra come i consumatori fra le varie forme di pubblicità si affidino in primo luogo al passaparola e subito dopo ai commenti lasciati online sui social network da altri utenti.
Dunque esserci nelle varie reti sociali (per ora in Italia regnano Facebook e Twitter, ma presto si pensa che diventerà molto popolare anche Foursquare) è fondamentale, il divertimento è importante ma acquisire informazioni decisive su acquisti da fare a breve o esperienze e consigli turistici (Tripadvisor) lo è di più per molti.
Per un cliente e un consumatore che per la prima volta entra in contatto con un’azienda, valutare la presenza online di quest’ultima (pure l’efficacia dei collegamenti fra i vari profili social, sito istituzionale ed eventuale blog) sta acquisendo sempre più rilevanza. Visto che la giornata è di 24 ore e che ognuno deve concentrarsi prima di tutto sul proprio core business, affidare questo compito ad una propria assistente personale potrebbe essere davvero una buona idea.
Share on FacebookAlle aziende servono Facebook e Twitter, ma prima ancora un sito e un blog
10 mag
Su Web Marketing Tools Elena Farinelli ha pubblicato un articolo che spiega molto bene perché le aziende non devono credere che per essere presenti sul Web sia sufficiente aprirsi una pagina fan su Facebook, un profilo su Twitter e sugli altri principali social network.
Primo, perché se è vero che si può ricevere un’immediata visibilità visto che si tratta dei siti più visitati al mondo, è anche vero che quello che si scrive della propria azienda, i video che si pubblicano sulle proprie attività, ecc, in pochissime ore si perdono in una moltitudine indistinta di flussi continui di informazioni.
Ecco dunque perché deve risultare ancora fondamentale l’utilità di un sito istituzionale e/o di un blog dell’azienda, che permetta una presenza in rete più ordinata di tutti i contenuti che nel tempo si è deciso di pubblicare.
Inoltre, non bisogna sottovalutare che, come in tutte le cose, un utilizzo smodato dei social network può rivelarsi non solo inutile ma anche controproducente.
E’,quindi, certamente da consigliare un utilizzo di Facebook, Twitter e compagni, ma soprattutto come strumenti per aumentare la visibilità delle vere e proprie “case online” che devono essere altrove.
La nostra, ad esempio, è Amelya.com oltre a questo blog.
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Perché e come creare pubblicità su Facebook
3 mag
Ormai Facebook non è più esclusivamente sinonimo di divertimento e condivisione più o meno ludica tra amici e conoscenti. La creatura di Mark Zuckerberg ha superato i 400 milioni di utenti ed è diventato il sito più frequentato al mondo. E’ quindi inevitabile pensarlo anche come luogo dove si possono, e qualcuno aggiunge si devono, cercare e concludere affari.
Banalmente dunque si spiega il perché sempre più aziende creino le proprie pagine fan sul più popolare social network del pianeta, e spesso vanno pure oltre. Molti imprenditori, infatti, decidono di compiere veri e propri investimenti mirati per pubblicizzare la propria attività, attraverso inserzioni pubblicitarie configurabili in pochi click.
L’ultima trovata degli amministratori di Facebook è quella di fornire alle aziende advertising gratis sulle bacheche di milioni di persone, per avere in cambio la f bianca su sfondo blu più famosa del mondo presente su scontrini, biglietti da visita, vetrine dei negozi offline. Come spiega Marianna Quatraro Facebook offre la possibilità di legare la promozione offline della propria attività a quella online.
Creare un’inserzione, come detto, è semplicissimo. Basta andare sulla Home del proprio profilo e sulla colonna di destra cliccare su “Crea un’inserzione“. Il passo successivo è inserire l’URL del sito aziendale, un titolo, una breve descrizione e caricare un’immagine, meglio se il marchio dell’azienda. Poi si possono inserire tanti o pochi dati relativi all’attività, questo lo decide l’imprenditore, come quanto investire: il minimo è un euro al giorno. A tutto il resto pensa Facebook.
Si tratta di un’operazione che non porta via molto tempo, ma come si sa il tempo è relativo. Dunque a qualcuno potrebbe far davvero comodo che la propria assistente personale non solo crei ma segua pure gli sviluppi del tutto.
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