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Quando i clienti non pagano. Ecco cosa fare
9 giu
Le piccole imprese soffrono più di tutti il fenomeno, ormai dilagante, del ritardo nei pagamenti. E in Italia – già fanalino di coda in Europa, in quanto a solerzia nel saldare le fatture – la situazione è addirittura peggiorata, rispetto allo scorso anno. Sono i dati che emergono dall’ultimo rapporto European Payment Index, realizzato da Intrum Justitia, per conoscere le tendenze di rischio del pagamento, sulla base di dati raccolti da da decine di migliaia di aziende in Europa.
E chi ci rimette sono soprattutto le PMI: «le piccole imprese sono più puntali nei pagamenti, rispetto alle grandi, anche per via del loro minor potere contrattuale», sostiene Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&b, che ha messo a punto un altro indicatore relativo ai pagamenti, il Paydex®, il quale ha fornito risultati sostanzialmente analoghi.
Il peggiore, tra i creditori, è la Pubblica Amministrazione, nonostante i recenti provvedimenti, a livello governativo, per attenuare il fenomeno, ma anche gli altri non scherzano.
Che fare?
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Motori di ricerca: meglio puntare al primo posto
8 giu
Tutte le aziende si pongono il problema di come posizionarsi al meglio rispetto alle ricerche Google. È bene che sappiano che bisogna puntare ad arrivare primi. Secondo una recente ricerca, infatti, la prima posizione vale almeno il doppio della seconda, in termini di click.
Questo significa che, almeno in questo caso, bisogna puntare in alto, e il grafico che riportiamo qui accanto rende bene l’idea del crollo di attenzione che si verifica scendendo nella classifica dei risultati del motore di ricerca.
L’indagine è stata effettuata da Chitika research, che ha analizzato il traffico proveniente da Google sul proprio network e lo ha classificato in base alla posizione nelle pagine dei vari risultati. Nell’ambito del campione considerato, la prima posizione ha portato più del 34 per cento di tutto il traffico, quasi tanto quello generato dalle posizioni dalla seconda alla quinda messe insieme.
Share on FacebookChe delizioso è avere i propri preferiti on line
28 mag
Gestire i “preferiti” (o segnalibri) è sempre più difficile, col passare del tempo, perché gli indirizzi dei siti che abbiamo salvato nel nostro browser invecchiano e sono male organizzati. E allora la soluzione più efficiente diventa quella di affidarsi a Delicious, il servizio di “social bookmarking” che consente di conservarli on line, attribuendo loro parole chiave (tag) che li rendono molto più facilmente reperibili.
Delicious – nato come “del.icio.us”, sfruttando la sillaba del suffisso statunitense per comporre l’indirizzo – ha una doppia finalità:
- consentire al singolo utente di disporre ovunque dei propri segnalibri, perché presenti on line;
- mettere a fattor comune le singole raccolte di segnalibri, per ricavarne un motore di ricerca basato su criteri umani e non automatici (come fa invece Google).
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Ecco chi ingaggia on line i programmatori
20 mag
Il nostro recente articolo sul fenomeno dell’online outsourtcing ha destato un certo interesse in rete, anche perché si parla molto poco di questo argomento. Tra i numerosi commenti in rete che ho letto, ne cito uno, in particolare, comparso all’interno del gruppo Professionisti e Consulenti ICT – Italia, in LinkedIn, di Roberto Galoppini, uno dei maggiori esperti italiani di Open Source.
Roberto, commentando il nostro articolo, ha citato i dati recentemente pubblicati sull’utilizzo di Rent A Coder, il più famoso, tra i siti dove è possibile ingaggiare programmatori di tutto il mondo per ottenere codice software nei linguaggi più disparati. Lo ha utilizzato anche Amelya per realizzare il proprio Ufficio Virtuale.
I dati relativi ad Aprile 2010 ci dicono che i nostri connazionali sono all’ottavo posto, tra gli acquirenti di servizi su Rent A Coder. Continua >
Share on FacebookAlle aziende servono Facebook e Twitter, ma prima ancora un sito e un blog
10 mag
Su Web Marketing Tools Elena Farinelli ha pubblicato un articolo che spiega molto bene perché le aziende non devono credere che per essere presenti sul Web sia sufficiente aprirsi una pagina fan su Facebook, un profilo su Twitter e sugli altri principali social network.
Primo, perché se è vero che si può ricevere un’immediata visibilità visto che si tratta dei siti più visitati al mondo, è anche vero che quello che si scrive della propria azienda, i video che si pubblicano sulle proprie attività, ecc, in pochissime ore si perdono in una moltitudine indistinta di flussi continui di informazioni.
Ecco dunque perché deve risultare ancora fondamentale l’utilità di un sito istituzionale e/o di un blog dell’azienda, che permetta una presenza in rete più ordinata di tutti i contenuti che nel tempo si è deciso di pubblicare.
Inoltre, non bisogna sottovalutare che, come in tutte le cose, un utilizzo smodato dei social network può rivelarsi non solo inutile ma anche controproducente.
E’,quindi, certamente da consigliare un utilizzo di Facebook, Twitter e compagni, ma soprattutto come strumenti per aumentare la visibilità delle vere e proprie “case online” che devono essere altrove.
La nostra, ad esempio, è Amelya.com oltre a questo blog.
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I “10 comandamenti” delle piccole imprese
8 mag
Sull’interessante Small Business Trends Radio, la fondatrice Anita Campbell ha appena pubblicato le 10 tendenze che stanno caratterizzando le piccole imprese(americane) e che quindi devono essere assolutamente prese in considerazione da chi volesse entrare in questo mondo. Oltre al podcast è possibile scaricare una presentazione in power point.
Ecco, in breve, questi “10 comandamenti”:
1. Cloud computing (l’esempio classico è l’utilizzo di Gmail di cui abbiamo già parlato anche noi)
2. Marketing Fai Da Te (ad esempio utilizzando Google Adwords)
3. Il colore del Business è verde (magari senza scadere nel Greenwashing)
4. Chiunque può diventare famoso (grazie ad Internet basta avere un brand facilmente riconoscibile)
5. Accessibilità da e per dispositivi mobili
6. Localizzazione Online (es. Google Latitude, Foursquare)
7. Utilizzare tutti gli incentivi statali e delle istituzioni locali
8. Farsi trovare nell’oceano di Internet (Seo, Analytics, Longevità sito, Reputazione, ecc.)
9. Crowdsourcing (Twitter, Facebook, Fan Page e Gruppi, Linkedin, ecc)
10. Puntare su prodotti e servizi ricercatissimi (tra cui troviamo anche l’assistente personale)
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Ecco le regole per una riunione efficace
7 mag
C’è chi considera le riunioni uno strumento utile di lavoro e chi le ritiene solo una perdita di tempo. È evidente come l’esito di un meeting dipenda da una serie di variabili che, in molti casi, possono essere pianificate e conosciute a monte. Ma quali sono i motivi per cui questi incontri possono rivelarsi un buco nell’acqua e uno spreco di tempo?
Se si prova a fare un’analisi della semantica dell’ordine del giorno, ci si renderà conto della ricorrenza di parole e concetti astratti che, oltre rendere poco chiaro l’obiettivo dell’incontro, avranno come risultato la condivisione di una quantità risibile di informazioni. Senza considerare il tempo richiesto a ciascuno dei partecipanti per prepararsi all’incontro, col rischio peraltro, che una riunione generi un’altra riunione, con imprevedibili gemmazioni. Poi, un elemento che va sempre messo nel conto, è la presenza di almeno un perditempo che non si farà scappare l’ occasione, nel migliore dei casi, per dis-articolare frasi senza senso, a scapito di tutti i presenti.
Share on FacebookCome il cloud computing ha cambiato la mia vita
30 apr
Intervento di Paolo Subioli (Amelya) a Ignite Italia, nel quale racconta come i vari servizi on line oggi disponibili hanno radicalmente cambiato il suo modo di lavorare. E non solo.
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Qualche soluzione per non sprecare il tempo sul web
29 apr
Quante ore al giorno passate su Facebook, Wikipedia, YouTube o altri social network? E come fate a resistere alle mille opportunità di intrattenimento che offre la rete? Chi non riesce a darsi un limite e sovente si lascia sedurre dalle distrazioni digitali potrà trovare utili alcune applicazioni che consentono di regolare il tempo e il tipo di navigazione sul web.
La rete mette a disposizione due principali categorie di software: la prima raccoglie quelle più innocue che si limitano a registrare le abitudini di navigazione, fornendo percentuali e grafici di come e dove viene impiegato il tempo in rete. Continua >
Share on FacebookLa segretaria virtuale, dagli Stati Uniti all’Italia
22 apr
Se il fenomeno della segretaria virtuale parte dal mondo anglosassone, da lì si diffonde rapidamente in altri Paesi, grazie soprattutto allo sviluppo di internet e delle reti di nuova generazione che consentono di esternalizzare i servizi in ogni parte del mondo, fino a raggiungere i grandi call center in India o in Filippine.
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