Il lavoro che cambia
Perché e come creare pubblicità su Facebook
3 mag
Ormai Facebook non è più esclusivamente sinonimo di divertimento e condivisione più o meno ludica tra amici e conoscenti. La creatura di Mark Zuckerberg ha superato i 400 milioni di utenti ed è diventato il sito più frequentato al mondo. E’ quindi inevitabile pensarlo anche come luogo dove si possono, e qualcuno aggiunge si devono, cercare e concludere affari.
Banalmente dunque si spiega il perché sempre più aziende creino le proprie pagine fan sul più popolare social network del pianeta, e spesso vanno pure oltre. Molti imprenditori, infatti, decidono di compiere veri e propri investimenti mirati per pubblicizzare la propria attività, attraverso inserzioni pubblicitarie configurabili in pochi click.
L’ultima trovata degli amministratori di Facebook è quella di fornire alle aziende advertising gratis sulle bacheche di milioni di persone, per avere in cambio la f bianca su sfondo blu più famosa del mondo presente su scontrini, biglietti da visita, vetrine dei negozi offline. Come spiega Marianna Quatraro Facebook offre la possibilità di legare la promozione offline della propria attività a quella online.
Creare un’inserzione, come detto, è semplicissimo. Basta andare sulla Home del proprio profilo e sulla colonna di destra cliccare su “Crea un’inserzione“. Il passo successivo è inserire l’URL del sito aziendale, un titolo, una breve descrizione e caricare un’immagine, meglio se il marchio dell’azienda. Poi si possono inserire tanti o pochi dati relativi all’attività, questo lo decide l’imprenditore, come quanto investire: il minimo è un euro al giorno. A tutto il resto pensa Facebook.
Si tratta di un’operazione che non porta via molto tempo, ma come si sa il tempo è relativo. Dunque a qualcuno potrebbe far davvero comodo che la propria assistente personale non solo crei ma segua pure gli sviluppi del tutto.
Share on Facebook
Chi legge il nostro profilo su Linkedin?
28 apr
Su Linkedin, il social network per le relazioni professionali, c’è una nuova caratteristica molto interessante: sulla propria home page viene visualizzato un riquadro con le statistiche sugli accessi al proprio profilo.
Il “profilo”, in pratica, è il proprio curriculum professionale, quindi è molto utile sapere da quante e soprattutto da quali persone viene visualizzato. O anche sapere facendo quali ricerche le persone sono arrivate a noi.
Share on FacebookQuanto è snella la tua azienda?
24 apr
Hai mai pensato a mettere a dieta la tua organizzazione? C’è chi l’ha fatto sul serio, con risultati sorprendenti. La nuova parola d’ordine, per chi vuole portare valore ai propri clienti ed aumentare i profitti (o servire meglio i cittadini), è “organizzazione snella”. E vale anche per la piccola impresa.
Qualche giorno fa ho partecipato ad un interessante incontro con Giuseppe Negro, guru della “lean organisation“, una delle tendenze oggi più in voga, in ambito manageriale. La lean organisation – che costituisce un’evoluzione della “qualità totale” (paradigma che ha spopolato negli anni ‘80 e ‘90) – è stata messa a punto dalla Toyota, azienda simbolo del cambiamento organizzativo quale motore del successo economico.
Share on FacebookInnovation Manager: le donne le candidate ideali
21 apr
Ormai da tempo si sente parlare della maggior versatilità del mondo femminile nelle più diverse situazioni della vita, e anche sul lavoro, a tal punto che tale messaggio sembra ormai esser divenuto quasi un luogo comune.
Ad ogni modo, ora, a confermare il tutto si aggiunge anche una ricerca della SDA Bocconi, che mostra come non solo sia sempre più richiesta la figura dell’Innovation Manager, ma anche che le candidate più accreditate siano le donne. Ne parla oggi BusinessOnline.it
Share on FacebookQuando gli enti pubblici corrono più avanti delle aziende
20 apr
Sul blog degli innovatori della pubblica amministrazione (eh sì, esistono!) leggo che gli enti pubblici americani sembrano decisamente più avanti della grande maggioranza delle aziende, almeno le nostre.
Il governo di Obama, infatti, a proposito dei consigli comunali, dice che non basta verbalizzarne la seduta (come si è sempre fatto): bisogna pubblicarla sul blog, o anche diffondere lo streaming video tramite canali come Twitter e Facebook.
Share on Facebook
Linkedin adesso parla italiano
16 apr
La notizia del giorno è che LinkedIn da oggi è disponibile anche in italiano. Con oltre 65 milioni di membri in tutto il mondo e più di 14 milioni in Europa, LinkedIn è uno strumento online per professionisti, dove poter condividere informazioni, idee e opportunità lavorative.
Ora anche per noi italiani è più facile mantenerci in contatto con la nostra rete porofessionale e trovare nuove opportunità di lavoro, sia per chi il lavoro lo cerca, sia per chi lo offre, desiderando le migliori risorse.
Per ottenere il massimo da LinkedIn, è stata pubblicata una pagina in italiano, con tutti i suggerimenti utili per entrare in contatto con colleghi, creare il proprio profilo, accedere a LinkedIn dal proprio dispositivo mobile ed altro ancora.
In breve, lo scopo principale di LinkedIn è consentire agli utenti registrati il mantenimento di una lista di persone conosciute e ritenute affidabili in ambito lavorativo. Le persone nella lista sono definite “connessioni”, ed esse sono in effetti le connessioni di un nodo (l’utente) all’interno della rete sociale. L’utente può incrementare il numero delle sue connessioni invitando chi di suo gradimento.
Io uso LinkedIn da anni, ma ho saputo che lo fanno anche molti clienti di Amelya. Anzi, c’è qualcuno che il profilo se lo fa tenere aggiornato dalla propria Assistente Personale.
Share on Facebook

Gli ultimi commenti