Consigli pratici per l'azienda
Quando serve un sito in sole 24 ore
28 nov
Un bel sito web, di qualità massima, in appena 24 ore. A cosa serve? Sono molte le piccole organizzazioni interessate ad un’offerta che consenta loro di rientrare nei tempi di lavorazione sempre più stretti e budget sempre più ridotti, presentandosi nel contempo sul web con un prodotto facilmente raggiungibile dai motori di ricerca, compatibile con tutta l’ampia varietà di browser oggi presenti sul mercato ed anche accessibile da iPhone, iPad e terminali Android.
Tutto questo è possibile, oggi, grazie al cloud computing, che consente di dare in outsourcing buona parte del lavoro per il quale, fino a poco fa, serviva uno staff di diversi programmatori, grafici e web designer. Il sito in 24 ore di AmelyaCom riesce a fare questo e a costi molto competitivi. Un uso tipico di questi siti-lampo è quello degli eventi, ma pare che sia molto apprezzato anche da tutte quelle realtà nate da poco (tipo startup, ma non solo) che hanno fatto aspettare troppo tempo e ora si sentono impreparate ad affrontare le sfide di un’economia che vuole ripartire a tutti i costi….
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Sei modi per aumentare il traffico del proprio sito – 1: saper usare Twitter
10 nov
Avere un buon volume di traffico verso il proprio sito è importante per qualsiasi tipo di attività economica. Non solo le piccole aziende, ma anche gran parte dei professionisti oggi ha nel sito web un elemento di marketing e promozione indispensabile. Come fare dunque per aumentare il numero di visitatori? Si possono raggiungere risultati molto significativi anche senza bisogno di sofisticate campagne di viral marketing o il supporto di agenzie specializzate. Bisogna però impegnarsi un po’. Ad esempio, utilizzando Twitter.
Innanzi tutto, lo scopo dell’attività su Twitter non deve limitari a raccogliere il massimo numero di “followers”. Ciò è sicuramente utile, ma bisogna per prima cosa porre attenzione alla qualità dei propri “tweet”, per avere un impatto di lunga durata sul sito che vogliamo promuovere.
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La tua impresa nei social network: cosa fare e cosa non fare
6 lug
Andrea Colaianni ha messo insieme poche e chiare azioni e meccanismi che è bene evitare e altri su cui, invece, puntare all’interno del mondo dei social media.
Il rischio, infatti, non è solo di perdere tempo, ma anche quello di creare degli effetti controproducenti che si ripercuotono sull’immagine dell’azienda in rete.
Ecco i consigli principali. Continua >
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Quando i clienti non pagano. Ecco cosa fare
9 giu
Le piccole imprese soffrono più di tutti il fenomeno, ormai dilagante, del ritardo nei pagamenti. E in Italia – già fanalino di coda in Europa, in quanto a solerzia nel saldare le fatture – la situazione è addirittura peggiorata, rispetto allo scorso anno. Sono i dati che emergono dall’ultimo rapporto European Payment Index, realizzato da Intrum Justitia, per conoscere le tendenze di rischio del pagamento, sulla base di dati raccolti da da decine di migliaia di aziende in Europa.
E chi ci rimette sono soprattutto le PMI: «le piccole imprese sono più puntali nei pagamenti, rispetto alle grandi, anche per via del loro minor potere contrattuale», sostiene Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&b, che ha messo a punto un altro indicatore relativo ai pagamenti, il Paydex®, il quale ha fornito risultati sostanzialmente analoghi.
Il peggiore, tra i creditori, è la Pubblica Amministrazione, nonostante i recenti provvedimenti, a livello governativo, per attenuare il fenomeno, ma anche gli altri non scherzano.
Che fare?
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Motori di ricerca: meglio puntare al primo posto
8 giu
Tutte le aziende si pongono il problema di come posizionarsi al meglio rispetto alle ricerche Google. È bene che sappiano che bisogna puntare ad arrivare primi. Secondo una recente ricerca, infatti, la prima posizione vale almeno il doppio della seconda, in termini di click.
Questo significa che, almeno in questo caso, bisogna puntare in alto, e il grafico che riportiamo qui accanto rende bene l’idea del crollo di attenzione che si verifica scendendo nella classifica dei risultati del motore di ricerca.
L’indagine è stata effettuata da Chitika research, che ha analizzato il traffico proveniente da Google sul proprio network e lo ha classificato in base alla posizione nelle pagine dei vari risultati. Nell’ambito del campione considerato, la prima posizione ha portato più del 34 per cento di tutto il traffico, quasi tanto quello generato dalle posizioni dalla seconda alla quinda messe insieme.
Share on FacebookChe delizioso è avere i propri preferiti on line
28 mag
Gestire i “preferiti” (o segnalibri) è sempre più difficile, col passare del tempo, perché gli indirizzi dei siti che abbiamo salvato nel nostro browser invecchiano e sono male organizzati. E allora la soluzione più efficiente diventa quella di affidarsi a Delicious, il servizio di “social bookmarking” che consente di conservarli on line, attribuendo loro parole chiave (tag) che li rendono molto più facilmente reperibili.
Delicious – nato come “del.icio.us”, sfruttando la sillaba del suffisso statunitense per comporre l’indirizzo – ha una doppia finalità:
- consentire al singolo utente di disporre ovunque dei propri segnalibri, perché presenti on line;
- mettere a fattor comune le singole raccolte di segnalibri, per ricavarne un motore di ricerca basato su criteri umani e non automatici (come fa invece Google).
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Share on FacebookCome crearsi da soli un modulo on line per raccogliere feedback
25 mag
C’è una cosa che anche i più negati con le tecnologie si possono fare da soli sul web: i moduli on line. Questo è possibile grazie a Google Documenti che, tra i vari strumeti resi disponibili, comprende anche quello per la creazione di moduli. La possibilità è ghiotta per molte occasioni: dalla creazione di una pagina di contatto sul proprio sito, alla pubblicazione di questionari di valutazione, dalla raccolta di candidature al sondaggio su un tema specifico. E non c’è alcuna necessità di conoscere l’HTML! Google permette persino di visualizzare in diretta le risposte che arrivano.
Ecco come fare in pochi passi.
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Ecco le regole per una riunione efficace
7 mag
C’è chi considera le riunioni uno strumento utile di lavoro e chi le ritiene solo una perdita di tempo. È evidente come l’esito di un meeting dipenda da una serie di variabili che, in molti casi, possono essere pianificate e conosciute a monte. Ma quali sono i motivi per cui questi incontri possono rivelarsi un buco nell’acqua e uno spreco di tempo?
Se si prova a fare un’analisi della semantica dell’ordine del giorno, ci si renderà conto della ricorrenza di parole e concetti astratti che, oltre rendere poco chiaro l’obiettivo dell’incontro, avranno come risultato la condivisione di una quantità risibile di informazioni. Senza considerare il tempo richiesto a ciascuno dei partecipanti per prepararsi all’incontro, col rischio peraltro, che una riunione generi un’altra riunione, con imprevedibili gemmazioni. Poi, un elemento che va sempre messo nel conto, è la presenza di almeno un perditempo che non si farà scappare l’ occasione, nel migliore dei casi, per dis-articolare frasi senza senso, a scapito di tutti i presenti.
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Perché e come creare pubblicità su Facebook
3 mag
Ormai Facebook non è più esclusivamente sinonimo di divertimento e condivisione più o meno ludica tra amici e conoscenti. La creatura di Mark Zuckerberg ha superato i 400 milioni di utenti ed è diventato il sito più frequentato al mondo. E’ quindi inevitabile pensarlo anche come luogo dove si possono, e qualcuno aggiunge si devono, cercare e concludere affari.
Banalmente dunque si spiega il perché sempre più aziende creino le proprie pagine fan sul più popolare social network del pianeta, e spesso vanno pure oltre. Molti imprenditori, infatti, decidono di compiere veri e propri investimenti mirati per pubblicizzare la propria attività, attraverso inserzioni pubblicitarie configurabili in pochi click.
L’ultima trovata degli amministratori di Facebook è quella di fornire alle aziende advertising gratis sulle bacheche di milioni di persone, per avere in cambio la f bianca su sfondo blu più famosa del mondo presente su scontrini, biglietti da visita, vetrine dei negozi offline. Come spiega Marianna Quatraro Facebook offre la possibilità di legare la promozione offline della propria attività a quella online.
Creare un’inserzione, come detto, è semplicissimo. Basta andare sulla Home del proprio profilo e sulla colonna di destra cliccare su “Crea un’inserzione“. Il passo successivo è inserire l’URL del sito aziendale, un titolo, una breve descrizione e caricare un’immagine, meglio se il marchio dell’azienda. Poi si possono inserire tanti o pochi dati relativi all’attività, questo lo decide l’imprenditore, come quanto investire: il minimo è un euro al giorno. A tutto il resto pensa Facebook.
Si tratta di un’operazione che non porta via molto tempo, ma come si sa il tempo è relativo. Dunque a qualcuno potrebbe far davvero comodo che la propria assistente personale non solo crei ma segua pure gli sviluppi del tutto.
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