paolosub
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Post di paolosub
Sei modi per aumentare il traffico del proprio sito – 1: saper usare Twitter
10 nov
Avere un buon volume di traffico verso il proprio sito è importante per qualsiasi tipo di attività economica. Non solo le piccole aziende, ma anche gran parte dei professionisti oggi ha nel sito web un elemento di marketing e promozione indispensabile. Come fare dunque per aumentare il numero di visitatori? Si possono raggiungere risultati molto significativi anche senza bisogno di sofisticate campagne di viral marketing o il supporto di agenzie specializzate. Bisogna però impegnarsi un po’. Ad esempio, utilizzando Twitter.
Innanzi tutto, lo scopo dell’attività su Twitter non deve limitari a raccogliere il massimo numero di “followers”. Ciò è sicuramente utile, ma bisogna per prima cosa porre attenzione alla qualità dei propri “tweet”, per avere un impatto di lunga durata sul sito che vogliamo promuovere.
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Quando i clienti non pagano. Ecco cosa fare
9 giu
Le piccole imprese soffrono più di tutti il fenomeno, ormai dilagante, del ritardo nei pagamenti. E in Italia – già fanalino di coda in Europa, in quanto a solerzia nel saldare le fatture – la situazione è addirittura peggiorata, rispetto allo scorso anno. Sono i dati che emergono dall’ultimo rapporto European Payment Index, realizzato da Intrum Justitia, per conoscere le tendenze di rischio del pagamento, sulla base di dati raccolti da da decine di migliaia di aziende in Europa.
E chi ci rimette sono soprattutto le PMI: «le piccole imprese sono più puntali nei pagamenti, rispetto alle grandi, anche per via del loro minor potere contrattuale», sostiene Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&b, che ha messo a punto un altro indicatore relativo ai pagamenti, il Paydex®, il quale ha fornito risultati sostanzialmente analoghi.
Il peggiore, tra i creditori, è la Pubblica Amministrazione, nonostante i recenti provvedimenti, a livello governativo, per attenuare il fenomeno, ma anche gli altri non scherzano.
Che fare?
Share on FacebookChe delizioso è avere i propri preferiti on line
28 mag
Gestire i “preferiti” (o segnalibri) è sempre più difficile, col passare del tempo, perché gli indirizzi dei siti che abbiamo salvato nel nostro browser invecchiano e sono male organizzati. E allora la soluzione più efficiente diventa quella di affidarsi a Delicious, il servizio di “social bookmarking” che consente di conservarli on line, attribuendo loro parole chiave (tag) che li rendono molto più facilmente reperibili.
Delicious – nato come “del.icio.us”, sfruttando la sillaba del suffisso statunitense per comporre l’indirizzo – ha una doppia finalità:
- consentire al singolo utente di disporre ovunque dei propri segnalibri, perché presenti on line;
- mettere a fattor comune le singole raccolte di segnalibri, per ricavarne un motore di ricerca basato su criteri umani e non automatici (come fa invece Google).
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Se dai un voto alla tua azienda, saprai dove si lavora meglio
27 mag
“La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato”, recita il payoff di Sopo.it, il portale indipendente che consente a chi lavora, in modo del tutto anonimo, di dare un voto alla propria azienda, raccontare la propria esperienza, confrontarsi con gli altri e scoprire dove si lavora meglio.
«Abbiamo identificato un’asimmetria informativa, che si concretizza nel momento del recruiting» – ci ha detto Amalia Mariotti, Responsabile Marketing e Comunicazione di Buon Lavoro! Srl, l’azienda che ha realizzato il portale e che ha come mission quella di “migliorare la qualità del lavoro” – «In sede di colloquio, il candidato ha già fornito tutte le informazioni riguardanti la sua carriera, il suo stipendio precedente, i suoi successi, le sue ambizioni e perfino i suoi hobbie; dall’altro lato, l’azienda non fornisce alcun dettaglio riguardo al lavoro che offre, raramente vengono presentati quelli che saranno i futuri colleghi, pertanto la decisione se accettare o meno un lavoro si baserà, al massimo, su 2 parametri: stipendio e reputazione aziendale».
Share on FacebookCome crearsi da soli un modulo on line per raccogliere feedback
25 mag
C’è una cosa che anche i più negati con le tecnologie si possono fare da soli sul web: i moduli on line. Questo è possibile grazie a Google Documenti che, tra i vari strumeti resi disponibili, comprende anche quello per la creazione di moduli. La possibilità è ghiotta per molte occasioni: dalla creazione di una pagina di contatto sul proprio sito, alla pubblicazione di questionari di valutazione, dalla raccolta di candidature al sondaggio su un tema specifico. E non c’è alcuna necessità di conoscere l’HTML! Google permette persino di visualizzare in diretta le risposte che arrivano.
Ecco come fare in pochi passi.
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Ecco chi ingaggia on line i programmatori
20 mag
Il nostro recente articolo sul fenomeno dell’online outsourtcing ha destato un certo interesse in rete, anche perché si parla molto poco di questo argomento. Tra i numerosi commenti in rete che ho letto, ne cito uno, in particolare, comparso all’interno del gruppo Professionisti e Consulenti ICT – Italia, in LinkedIn, di Roberto Galoppini, uno dei maggiori esperti italiani di Open Source.
Roberto, commentando il nostro articolo, ha citato i dati recentemente pubblicati sull’utilizzo di Rent A Coder, il più famoso, tra i siti dove è possibile ingaggiare programmatori di tutto il mondo per ottenere codice software nei linguaggi più disparati. Lo ha utilizzato anche Amelya per realizzare il proprio Ufficio Virtuale.
I dati relativi ad Aprile 2010 ci dicono che i nostri connazionali sono all’ottavo posto, tra gli acquirenti di servizi su Rent A Coder. Continua >
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Il mio fornitore? L’ho trovato on line!
19 mag
Se vi serve un grafico, un programmatore o un disegnatore CAD – o persino una segretaria – non fate il solito giro di telefonate tra gli amici. Cercate su internet. Dopo i viaggi, i computer e la musica, ora anche i professionisti si “acquistano” on line, grazie al fenomeno, sempre più importante, dell’online outsourcing. Si tratta dell’acquisto a terzi di servizi pagati e consegnati tramite internet, che ormai coprono ogni settore.
L’online outsourcing ha cominciato ad emergere nei primi anni duemila, con il progredire delle tecnologie web, quale opzione praticabile, da parte delle piccole e medie imprese, prive delle risorse necessarie per accedere alle forme tradizionali di outsourcing. Il web consente di fare incontrare una diffusa domanda i servizi a basso costo con la vasta offerta di professionisti ed imprese ad alta specializzazione, presenti soprattutto in paesi con un ridotto costo del lavoro.
Share on FacebookSoftware come “servizio” per le piccole imprese
6 mag
È piccolo ma crescerà. Il mercato delle soluzioni informatiche distribuite come servizio, anziché come prodotto, tra le piccole imprese italiane, occupa oggi tra un decimo ed un quarto del mercato, ma ha già dimostrato, negli ultimi 3 anni, di saper crescere in fretta.
Sono le conclusioni di una ricerca condotta dall’Osservatorio PMI della School of Management del Politecnico di Milano, “ICT as a service: ennesima moda o reale opportunità per le PMI?”.
Vediamo di cosa si tratta. Le soluzioni ICT “as a service” sono quelli applicativi che l’azienda può utilizzare senza installarli nei computer, ma direttamente da internet, col vantaggio di risparmiare sui costi dell’harware e non doversi mai preoccupare degli aggiornamenti del software. Un po’ come avviene per l’ufficio virtuale di Amelya.
Ed ecco i risultati dell’indagine in sintesi: Continua >
Share on FacebookLa Teoria del Divertimento, ovvero come condizionare le scelte
4 mag
Abbiamo tradotto questo interessante video prodotto da Volkswagen, della serie “The Fun Theory“. Ci mostra come alla base delle scelte delle persone non ci sia sempre la logica, né la convenienza, ma più che altro l’abitudine.
Per convincere le persone a cambiare abitudini ci vuole qualcosa che ne tocchi le corde più profonde e sensibili. Ad esempio, quelle del divertimento.
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Raccomandata on line: è gratuita per i cittadini
1 mag
Da martedì scorso (27 aprile) qualsiasi cittadino può ottenere gratuitamente una casella di posta elettronica certificata (PEC), recandosi presso un ufficio postale. La PEC è un tipo speciale di email che consente di inviare comunicazioni e documenti con lo stesso valore legale della raccomandata con ricevuta di ritorno. Questo strumento può essere utilizzato già dall’anno scorso, da parte delle imprese e dei professionisti, per le comunicazioni ufficiali con le amministrazioni pubbliche. Anzi, la dotazione di una casella PEC è obbligatoria, per entrambe le categorie.
Ora si aggiunge un tipo speciale di PEC, riservata alle comunicazioni tra cittadini ed enti pubblici. Il ministro Brunetta l’ha annunciata come una vera e propria rivoluzione, nella lotta alla burocrazia.
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