fuserteo
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Post di fuserteo
Anche il presente è cloud
31 mag
Ormai le previsioni sono state definitivamente confermate dai dati. Il cloud computing non è più un fenomeno di nicchia, ma sempre più aziende decidono di affidarsi a questa che è una vera e propria filosofia che può garantire migliori risultati su più fronti. Prima di tutto relativamente agli obiettivi prettamente economici dell’azienda, a partire da una riduzione di costi per hardware e software che senza dubbio può essere non indifferente. Ma poi (e ovviamente con lo stesso grado di importanza) si aumentano efficienza ed efficacia del lavoro svolto soprattutto se in forma collettiva, la sua flessibilità, la sua sicurezza e si dà concretezza al concetto ormai abusato di sviluppo sostenibile. Questo vale per qualsiasi tipo di azienda e a prescindere dalle dimensioni.
Intanto, come riporta pmi.it, in Finlandia hanno deciso di creare un vero e proprio programma di cloud computing, il Cloud Software Program, che si rivolge ai fornitori di software con l’obiettivo di metter loro a disposizione nuovi modelli di business. In questo caso sono coinvolte 8 enti di ricerca e almeno 20 aziende che operano nel settore (grandi aziende come Nokia e Siemens), ma evidentemente l’idea può essere riportata anche a realtà molto minori e appartenenti a settori differenti.
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E-commerce: regna il passaparola
29 mag
Su questo blog abbiamo più volte ricordato che ormai la presenza sul web delle aziende (e in particolare di quelle medie e piccole che si devono far conoscere) è diventata non solo indispensabile ma deve essere anche intelligente. Come sottolinea ManagerOnline.it anche i dati continuano a confermarlo. Risulta non più contestabile il dato che mostra come i consumatori fra le varie forme di pubblicità si affidino in primo luogo al passaparola e subito dopo ai commenti lasciati online sui social network da altri utenti.
Dunque esserci nelle varie reti sociali (per ora in Italia regnano Facebook e Twitter, ma presto si pensa che diventerà molto popolare anche Foursquare) è fondamentale, il divertimento è importante ma acquisire informazioni decisive su acquisti da fare a breve o esperienze e consigli turistici (Tripadvisor) lo è di più per molti.
Per un cliente e un consumatore che per la prima volta entra in contatto con un’azienda, valutare la presenza online di quest’ultima (pure l’efficacia dei collegamenti fra i vari profili social, sito istituzionale ed eventuale blog) sta acquisendo sempre più rilevanza. Visto che la giornata è di 24 ore e che ognuno deve concentrarsi prima di tutto sul proprio core business, affidare questo compito ad una propria assistente personale potrebbe essere davvero una buona idea.
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Tecnologia per lavorare e vivere meglio
24 mag
Dal 17 al 20 maggio si è tenuto presso la nuova Fiera di Roma il Forum PA 2010. Tra i molti protagonisti che hanno animato l’evento c’è stata IBM con la sua visione “smarter town”.
Per noi una città intelligente è una città in grado di gestire in modo integrato tutte le informazioni disponibili, così da elaborarle e ridistribuirle sul territorio tradotte in servizi di qualità e in un migliore governo del territorio stesso.
Così Cristina Farioli (Business and Innovation Development Director di IBM ITALIA) aveva anticipato il progetto di Ibm.
L’obiettivo è quello di dare concretezza a qualcosa di cui si sente parlare e si legge sempre più spesso. Rendere la tecnologia strumento principe per dare risposte alle esigenze dell’uomo, in particolar modo nei luoghi e nelle situazioni più complesse presenti nei grandi centri urbani. Tecnologia per lavorare e vivere meglio, a cominciare dal cloud computing che anche noi amiamo tanto e sul quale puntiamo.
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Foursquare e internet in mobilità
22 mag
Sempre più “internauti” accedono alla rete tramite un dispositivo mobile. Le grandi imprese già hanno provveduto a muoversi di conseguenza investendo in maniera rilevante per essere non più e non solo presenti generalmente su Internet, ma rendendo anche le proprie “case online” ottimizzate per essere raggiunte in mobilità. In parole povere, crescono a vista d’occhio i siti che accanto alla versione standard presentano la cosiddetta versione mobile, creata ad hoc per non rendere la navigazione da cellulare figlia di un dio minore.
Parallelamente ed in stretto rapporto con questo fenomeno crescono in quantità e qualità social network che si rivolgono principalmente agli “utenti mobili”.
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Marketing convenzionale o non?
17 mag
Si è passati dall’abuso della parola marketing a quella dell’espressione “marketing non convenzionale“. Ormai va decisamente più di moda la seconda: moltissime aziende ne parlano e si mettono alla prova. Ma, come su ogni altro argomento, è sempre bene analizzare con la giusta attenzione ciò con cui si ha a che fare. Questo è in breve il messaggio che Ninjamarketing.it ha voluto lanciare con un articolo pubblicato venerdì scorso.
Portando ad esempio due operazioni pubblicitarie di un operatore telefonico e di una compagnia aerea, si è voluto far notare come non basta chiamare “non convenzionale” quello che in realtà è puro marketing tradizionale. Ma serve, in primo luogo, la volontà e la capacità di rischiare, di far veicolare il proprio brand in un modo davvero nuovo. Verrebbe da dire che è meglio ricordarsi un tentativo realmente innovativo fallito, che “una minestra riscaldata” considerata sicura che ha avuto dei risultati leggermente superiori. Un video, per esempio, non è più virale di un altro semplicemente perché i palloncini hanno preso il posto dei manifesti. La creatività è esercizio ben più complesso.
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Unvarnished, il social network per i professionisti
15 mag
Condividere opinioni, giudizi, informazioni su tutti coloro con i quali si ha a che fare. Dire quelle che a proprio avviso sono le competenze di un collega, i suoi punti di forza, gli aspetti che dovrebbe migliorare.
Per farlo basterebbe aprire un proprio profilo (o anche un profilo della persona di cui si parla) su Unvarnished e farsi votare le informazioni che si inseriscono. E’ possibile inserire le proprie conoscenze sugli altri anche in forma anonima: è proprio il meccanismo che tutto è sottoposto al voto degli altri utenti che disincentiva eventuali operazioni di diffamazione o comunque di comunicazioni non veritiere.
Unvarnished si rivolge a manager, consulenti e professionisti che vogliano avere una risorsa online dove ricercare reputazioni professionali basate sulle valutazioni (professionali) che la community fa emergere.
Share on FacebookAlle aziende servono Facebook e Twitter, ma prima ancora un sito e un blog
10 mag
Su Web Marketing Tools Elena Farinelli ha pubblicato un articolo che spiega molto bene perché le aziende non devono credere che per essere presenti sul Web sia sufficiente aprirsi una pagina fan su Facebook, un profilo su Twitter e sugli altri principali social network.
Primo, perché se è vero che si può ricevere un’immediata visibilità visto che si tratta dei siti più visitati al mondo, è anche vero che quello che si scrive della propria azienda, i video che si pubblicano sulle proprie attività, ecc, in pochissime ore si perdono in una moltitudine indistinta di flussi continui di informazioni.
Ecco dunque perché deve risultare ancora fondamentale l’utilità di un sito istituzionale e/o di un blog dell’azienda, che permetta una presenza in rete più ordinata di tutti i contenuti che nel tempo si è deciso di pubblicare.
Inoltre, non bisogna sottovalutare che, come in tutte le cose, un utilizzo smodato dei social network può rivelarsi non solo inutile ma anche controproducente.
E’,quindi, certamente da consigliare un utilizzo di Facebook, Twitter e compagni, ma soprattutto come strumenti per aumentare la visibilità delle vere e proprie “case online” che devono essere altrove.
La nostra, ad esempio, è Amelya.com oltre a questo blog.
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I “10 comandamenti” delle piccole imprese
8 mag
Sull’interessante Small Business Trends Radio, la fondatrice Anita Campbell ha appena pubblicato le 10 tendenze che stanno caratterizzando le piccole imprese(americane) e che quindi devono essere assolutamente prese in considerazione da chi volesse entrare in questo mondo. Oltre al podcast è possibile scaricare una presentazione in power point.
Ecco, in breve, questi “10 comandamenti”:
1. Cloud computing (l’esempio classico è l’utilizzo di Gmail di cui abbiamo già parlato anche noi)
2. Marketing Fai Da Te (ad esempio utilizzando Google Adwords)
3. Il colore del Business è verde (magari senza scadere nel Greenwashing)
4. Chiunque può diventare famoso (grazie ad Internet basta avere un brand facilmente riconoscibile)
5. Accessibilità da e per dispositivi mobili
6. Localizzazione Online (es. Google Latitude, Foursquare)
7. Utilizzare tutti gli incentivi statali e delle istituzioni locali
8. Farsi trovare nell’oceano di Internet (Seo, Analytics, Longevità sito, Reputazione, ecc.)
9. Crowdsourcing (Twitter, Facebook, Fan Page e Gruppi, Linkedin, ecc)
10. Puntare su prodotti e servizi ricercatissimi (tra cui troviamo anche l’assistente personale)
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Perché e come creare pubblicità su Facebook
3 mag
Ormai Facebook non è più esclusivamente sinonimo di divertimento e condivisione più o meno ludica tra amici e conoscenti. La creatura di Mark Zuckerberg ha superato i 400 milioni di utenti ed è diventato il sito più frequentato al mondo. E’ quindi inevitabile pensarlo anche come luogo dove si possono, e qualcuno aggiunge si devono, cercare e concludere affari.
Banalmente dunque si spiega il perché sempre più aziende creino le proprie pagine fan sul più popolare social network del pianeta, e spesso vanno pure oltre. Molti imprenditori, infatti, decidono di compiere veri e propri investimenti mirati per pubblicizzare la propria attività, attraverso inserzioni pubblicitarie configurabili in pochi click.
L’ultima trovata degli amministratori di Facebook è quella di fornire alle aziende advertising gratis sulle bacheche di milioni di persone, per avere in cambio la f bianca su sfondo blu più famosa del mondo presente su scontrini, biglietti da visita, vetrine dei negozi offline. Come spiega Marianna Quatraro Facebook offre la possibilità di legare la promozione offline della propria attività a quella online.
Creare un’inserzione, come detto, è semplicissimo. Basta andare sulla Home del proprio profilo e sulla colonna di destra cliccare su “Crea un’inserzione“. Il passo successivo è inserire l’URL del sito aziendale, un titolo, una breve descrizione e caricare un’immagine, meglio se il marchio dell’azienda. Poi si possono inserire tanti o pochi dati relativi all’attività, questo lo decide l’imprenditore, come quanto investire: il minimo è un euro al giorno. A tutto il resto pensa Facebook.
Si tratta di un’operazione che non porta via molto tempo, ma come si sa il tempo è relativo. Dunque a qualcuno potrebbe far davvero comodo che la propria assistente personale non solo crei ma segua pure gli sviluppi del tutto.
Share on FacebookInnovation Manager: le donne le candidate ideali
21 apr
Ormai da tempo si sente parlare della maggior versatilità del mondo femminile nelle più diverse situazioni della vita, e anche sul lavoro, a tal punto che tale messaggio sembra ormai esser divenuto quasi un luogo comune.
Ad ogni modo, ora, a confermare il tutto si aggiunge anche una ricerca della SDA Bocconi, che mostra come non solo sia sempre più richiesta la figura dell’Innovation Manager, ma anche che le candidate più accreditate siano le donne. Ne parla oggi BusinessOnline.it
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