In questi giorni siamo stati letteralmente bombardati attraverso un coordinamento di tutti i media veramente singolare, dalle tv alle radio a Internet in tutte le sue forme, dalla notizia dell’arrivo dell’iPhone 4.

Presentato lo scorso 7 giugno, uscirà negli Usa e in altri 4 paesi il 15 giugno; in Italia invece solo da Luglio con il “secondo gruppo”.

Secondo molti si tratterebbe di avere per la prima volta tra le mani un dispositivo completo e ugualmente desiderabile dal teenager come dall’uomo d’affari.

Dopo tre anni dall’uscita della prima generazione di iPhone, la quarta creatura di Apple per questo mercato è completamente concepita per un utilizzo cloud dell’apparecchio, sia se per finalità ludiche, sia per finalità lavorative.

Tralasciamo per motivi di opportunità le prime, concentriamoci brevemente sulle seconde.

Un’iPhone 4, stando a quanto annunciato da Steve Jobs, dovrebbe rendere le videochiamate “semplici” come le ormai comunissime chiamate al cellulare. Ma la vera novità è senza dubbio la potenzialità di questo dispositivo di portare l’umanità in quella che lo stesso Jobs ha definito “l’era del post computer“.

Una netta imposizione popolare, eguagliando o addirittura superando quella dei suoi predecessori, dell’iPhone 4, indubbiamente porterebbe ad una reale rivoluzione del modo di lavorare.

Se ormai ci si è abituati ad arrivare in ufficio e ad accendere un computer, dal 14 giugno in poi sempre più individui potrebbero decidere di rimanere a casa o comunque evitare di andare in ufficio, spendendo il loro tempo lavorativo altrove perché il proprio iPhone permette loro di avere un computer in tasca. Anzi, probabilmente anche più del computer con cui fino ad ora abbiamo avuto a che fare. Ormai, infatti, l’avere tutto all’interno del proprio elaboratore elettronico non ha più senso, ma servono solo gli strumenti capaci di andare a prendere (in rete) quello che serve in ogni determinato momento, o per caricarceli e salvarceli.

Di colpo si potrebbero diminuire volumi di hardware incredibili, consumi di energia, l’utilizzo di immobili resi inutili.

Staremo a vedere. (A nostro modesto avviso l’interrogativo è solo sui tempi di realizzazione di questo fenomeno epocale)

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