Quando i clienti non pagano. Ecco cosa fare
Le piccole imprese soffrono più di tutti il fenomeno, ormai dilagante, del ritardo nei pagamenti. E in Italia – già fanalino di coda in Europa, in quanto a solerzia nel saldare le fatture – la situazione è addirittura peggiorata, rispetto allo scorso anno. Sono i dati che emergono dall’ultimo rapporto European Payment Index, realizzato da Intrum Justitia, per conoscere le tendenze di rischio del pagamento, sulla base di dati raccolti da da decine di migliaia di aziende in Europa.
E chi ci rimette sono soprattutto le PMI: «le piccole imprese sono più puntali nei pagamenti, rispetto alle grandi, anche per via del loro minor potere contrattuale», sostiene Marco Preti, amministratore delegato di Cribis D&b, che ha messo a punto un altro indicatore relativo ai pagamenti, il Paydex®, il quale ha fornito risultati sostanzialmente analoghi.
Il peggiore, tra i creditori, è la Pubblica Amministrazione, nonostante i recenti provvedimenti, a livello governativo, per attenuare il fenomeno, ma anche gli altri non scherzano.
Che fare?
Di fonte ai clienti che non pagano, il pensiero automatico, per molti, è di ricorrere alle vie legali. Ma i tempi della giustizia sono troppo lunghi, e le spese a volte maggiori dei vantaggi.
Un’ottima soluzione, per le aziende e i professionisti dotati di un servizio di segreteria virtuale, è quello di delegare alla propria Assistente Personale il sollecito dei pagamenti. È una modalità assolutamente civile – basata non sulle minacce (di solito inutili), ma sulla costanza dell’azione – che dà sempre risultati eccellenti.
«Quei 100 euro al mese che spendo per la mia segretaria a distanza», ci ha detto il Dott. Augusto P., cliente Amelya, «me li ripago tutti con una maggiore celerità negli incassi, oltre tutto senza il fastidio di dover stare continuamente a chiedere soldi!»
Scarica il testo del rapporto: European Payment Index (pdf – 2,7 Mb)
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da paolosub il 9 giugno 2010 alle 15:48, ed è archiviato come Consigli pratici per l'azienda. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |







circa 1 anno fa
I peggiori sono gli enti pubblici.
Fino a 5 anni fa avevo una società, e l’ho dovuta chiudere, perché i mei clienti erano per lo più pubbliche amministrazioni.
Non lo fanno certo per cattiveria, né per interesse personale, ma il risultato concreto è devastante.
Le loro priorità sono diverse.
Brunetta dovrebbe inserire i tempi di pagamento dei fornitori tra i criteri di premialità dei dirigenti. In altre parole: se ci mettono più di 60 giorni a pagare, viene loro tagliata la parte variabile dello stipendio. Colsì sicuramente ci sarebbe una svolta.
Perché non facciamo un’azione di pressione nei confronti del ministro Brunetta?
circa 1 anno fa
Di fronte a situazioni simili non ho mai visto nessuno pensare di adire alle vie legali per ovvi motivi: non inamicarsi il cliente. Sia che si tratti di un appaltatore che di un cliente (ente pubblico, carrier, etc) trovo controverso l’uso di un simile servizio senza rischiare di non vedersi rinnovato il contratto per i prossimi sei mesi… soluzioni?
circa 1 anno fa
In realtà, il ricorso all’avvocato in genere viene più minacciato che praticato. Avere invece una persona che, per proprio conto, chiama i clienti per ricordare loro di pagare, nella pratica concreta si è rivelato molto utile. L’insistenza è sempre l’arma più potente. Qualcuno non paga perché si dimentica, o perché ha messo il pagare tra le ultime priorità. La chiamata ripetuta è sempre utile. Se lo fa un’altra persona al posto nostro, peraltro, evita un altro inconveniente: la rabbia. E’ infatti facile perdere la pazienza, quando si chiama un cliente moroso. Potrebbe sfuggire quella parolina di troppo che fa diventare il nostro intervento controproducente.
circa 1 anno fa
bello ma 1.200 euro all’anno per i solleciti non me li posso proprio permettere
circa 8 mesi fa
Quando ti trovi all’estero esempio (azienda in Francia) che ricerca un credito in Italia… Ho iniziato la procedura tramite il formulario europeo ed il ribunale di milano nonmi ha neache risposto… E’ normale?
circa 6 mesi fa
Sono un artigiano che lavora in collaborazione con mio papà, e vorrei sapere se c’è qualche modo di recuperare i soldi che ho perso lavorando per alcune aziende che sono fallite, o hanno chiuso e poi riaperto con altro nome e con altri soci o con prestanome, oppure clienti che non si fanno trovare e non rispondono ne al telefono ne a lettere raccomandate, o a lettere di legali… mi chiedo, se un artigiano che lavora e paga regolarmente le tasse (che sono davvero troppe) avendo in mano tutti i documenti relativi agli insoluti, come possa tutelare la sua azienda….