Software come “servizio” per le piccole imprese
È piccolo ma crescerà. Il mercato delle soluzioni informatiche distribuite come servizio, anziché come prodotto, tra le piccole imprese italiane, occupa oggi tra un decimo ed un quarto del mercato, ma ha già dimostrato, negli ultimi 3 anni, di saper crescere in fretta.
Sono le conclusioni di una ricerca condotta dall’Osservatorio PMI della School of Management del Politecnico di Milano, “ICT as a service: ennesima moda o reale opportunità per le PMI?”.
Vediamo di cosa si tratta. Le soluzioni ICT “as a service” sono quelli applicativi che l’azienda può utilizzare senza installarli nei computer, ma direttamente da internet, col vantaggio di risparmiare sui costi dell’harware e non doversi mai preoccupare degli aggiornamenti del software. Un po’ come avviene per l’ufficio virtuale di Amelya.
Ed ecco i risultati dell’indagine in sintesi:
- rispetto a 3 anni fa, le imprese che non utilizzano sistemi gestionali si riducono dal 12% al 9%, mentre aumenta invece la diffusione di sistemi ERP internazionali a scapito della diffusione di gestionali nazionali; l’utilizzo di sistemi gestionali in modalità as a Service risulta ancora confinato ad alcuni ambiti specifici, come il settore dei servizi, e a funzioni semplici, come le attività di natura amministrativa e contabile e, solo in pochi casi, attività di gestione del magazzino;
- è aumentato sensibilmente l’utilizzo di applicazioni di Business Intelligence, ma non ancora in modalità as a Service, poiché è più difficile integrare tali applicazioni con i molteplici database aziendali, che, nel caso delle PMI, sono caratterizzati da un elevato livello di frammentazione e disaggregazione dei dati;
- le applicazioni di CRM sono utilizzate da una percentuale di PMI che varia dal 9% per le imprese di dimensioni minori, fino al 24% per le imprese con più di 250 addetti; circa il 3% delle PMI italiane ha adottato tali applicazioni in modalità as a Service;
- circa un’impresa su 3 utilizza un’applicazione di gestione delle Risorse Umane; le imprese più piccole utilizzano soprattutto applicazioni a supporto della gestione delle presenze, dei turni, e, in alcuni casi, dell’elaborazione delle paghe, mentre solo nelle imprese maggiori iniziano a diffondersi applicazioni più complesse, per la gestione delle attività di selezione, recruiting, training, ecc.; alcune imprese con più di 250 addetti hanno adottato applicazioni as a Service prevalentemente a supporto delle attività di amministrazione del personale, del controllo delle presenze e della gestione delle trasferte;
- la percentuale di imprese che utilizza sistemi di Gestione Documentale e Conservazione Sostitutiva dei documenti (ad esempio, ordini, fatture, documenti tecnici, ecc.) varia dal 10% per le imprese di dimensioni minori, al 24% per le imprese con più di 250 addetti. Un certo numero di fornitori di sistemi di Gestione Documentale e Conservazione Sostitutiva sta indirizzando la propria offerta in modalità “as a Service” anche verso il mercato delle PMI.
Scarica l’Executive Summary del rapporto (pdf)
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da paolosub il 6 maggio 2010 alle 11:13, ed è archiviato come Cloud Computing. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |









circa 2 anni fa
La questione è che i piccoli imprenditori usano le IT ancora poco e male. Figuriamoci se si mettono ad adottare sistemi ERP on line, o cose del genere. Credo che la strategia migliore sia cominciare dalle applicazioni più semplici, tipo la Gmail.
f.d.
circa 2 anni fa
Sì, è vero, Fabio, c’è molta poca consapevolezza. Ma, paradossalmente, penso sia più facile che un micro-imprenditore si convinca ad utilizzare un sistema di contabilità on line, o un CRM – perché i vantaggi li capisce subito – piuttosto che la Gmail, che è pur sempre un sistema di produttività personale.
paolo
circa 2 anni fa
Condivido le conclusioni dell’indagine, in particolare che il SaaS puo’ essere di particolare interesse per le imprese piccole italiane e fungere da leva finanziaria per la loro crescita caricando tutti i costi di impianto sul provide. Non viene però citato che il SaaS non è solo un modello di distribuzione, ma anche un modello metodologico. Ingloba infatti una profonda conoscenza di base sulle “operations”. Il fornitore SaaS è fortemente specializzato, spesso monoprodotto, e usa l’ampia dimensione dei sue clienti per raffinare il modello operativo imparando da loro per. Usare un SaaS significa quindi beneficiare dell’esperienza di migliaia/milioni di utilizzatori. Il SaaS trova inoltre fertile terreno in quei contesti caratterizzati da due elementi: mobilità e regolamentazioni sulla privacy che impongono pesanti costi di infrastruttura e di mantenimento. La sanità è uno di questi settori, presentando tutte le necessità prima citate: forte conoscenza del processo, mobilità, stringente regolamentazione sulla privacy; in particolare l’assistenza domiciliare e i medici di medicina generale a cui si rivolgono SaaS come Vitaever (www.vitaever.com) di Nethical (www.nethical.it) – rilasciato a giugno 2010.
circa 2 anni fa
Adesso il link all’Executive Summary funziona. Scusate l’inconveniente.