Se vi serve un grafico, un programmatore o un disegnatore CAD – o persino una segretaria – non fate il solito giro di telefonate tra gli amici. Cercate su internet. Dopo i viaggi, i computer e la musica, ora anche i professionisti si “acquistano” on line, grazie al fenomeno, sempre più importante, dell’online outsourcing. Si tratta dell’acquisto a terzi di servizi pagati e consegnati tramite internet, che ormai coprono ogni settore.

L’online outsourcing ha cominciato ad emergere nei primi anni duemila, con il progredire delle tecnologie web, quale opzione praticabile, da parte delle piccole e medie imprese, prive delle risorse necessarie per accedere alle forme tradizionali di outsourcing. Il web consente di fare incontrare una diffusa domanda i servizi a basso costo con la vasta offerta di professionisti ed imprese ad alta specializzazione, presenti soprattutto in paesi con un ridotto costo del lavoro.

Portali come oDesk, Elance o Guru consentono di trovare specialisti in ogni campo, valutare i loro lavori precedenti e i giudizi ricevuti, cercare il miglior offerente per un determinato compito. Su 99designs si può acquistare qualsiasi lavoro di grafica, mentre Rent A Coder è il sito di riferimento per trovare programmatori da tutto il mondo, pronti a realizzare pezzi di software a costi ultra-ridotti.

Noi di Amelya abbiamo potuto beneficiare molto, di questo genere di fornitori, nella fase di start-up. Gardate, ad esempio, l’elenco delle persone che hanno collaborato per avviare l’impresa. Per un’azienda agli inizi, è molto importante poter disporre di servizi di buona qualità, senza spendere molto. Il logo aziendale, il web design del sito, la programmazione delle piattaforme tecnolociche: si trova tutto sul web.

La formula adottata è, più o meno, sempre la stessa: il committente propone una commessa all’interno di un portale di online outosurcing, definendo le caratteristiche del lavoro da realizzare e il compenso offerto. I free-lance hanno alcuni giorni per sottoporre le proprie offerte, sulle quali il committente è tenuto a lasciare un feedback pubblico. Alla fine scegli equello che gli sembra il migliore e poi tutto il rapporto prosegue, a distanza.

I professionisti che partecipano a questi portali appartengono in buona parte a paesi in via di sviluppo. Perciò le loro prestazioni sono estremamente convenienti. E ce ne sono di bravissimi. Il loro segreto è la velocità e la capacità di capire le esigenze dei clienti. Si comunica con tutti in inglese. A volte, però, bisogna considerare le differenze culturali, che rendono i dialogo non sempre scontato.

Ma anche i paesi occidentali sono sempre più coinvolti in modelli di business del genere, come sottolinea l’Economist, che vede nell’outsourcing on line un tipico prodotto dei nostri tempi.

Per chi considera eticamente sbagliato rivolgersi a quel tipo di mercato perché costa poco, c’è pure il marketplace equo-solidale: Blumaya, che raccomanda alle aziende di NON scegliere il Freelance a cui affidare l’incarico unicamente per il fattore prezzo. Poi c’è Unvarnished (di cui abbiano già parlato), basato tutto proprio sulla reputazione. Per entrare, infatti, si usa il proprio account Facebook (grazie a Facebook Connect), inevitabilemte legato alla nostra vera identità.

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