circa 1 anno fa - Nessun commento
«Da segretarie siamo abituate a che ci assegnino il lavoro, ci dicono cosa fare e come farlo. Un’assistente virtuale deve imparare a procurarsi il proprio lavoro da sola e deve sapere cosa fare e come farlo». È così che Mary Tomasso, 38 anni, milanese trasferitasi in Argentina, sintetizza i caratteri della Continua >
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circa 1 anno fa - 6 commenti
Le piccole imprese soffrono più di tutti il fenomeno, ormai dilagante, del ritardo nei pagamenti. E in Italia – già fanalino di coda in Europa, in quanto a solerzia nel saldare le fatture – la situazione è addirittura peggiorata, rispetto allo scorso anno. Sono i dati che emergono dall’ultimo rapporto European Payment Index, realizzato da Continua >
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circa 1 anno fa - 1 commento
Tutte le aziende si pongono il problema di come posizionarsi al meglio rispetto alle ricerche Google. È bene che sappiano che bisogna puntare ad arrivare primi. Secondo una recente ricerca, infatti, la prima posizione vale almeno il doppio della seconda, in termini di click.
Questo significa che, almeno in questo caso, bisogna puntare in alto, e Continua >
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circa 1 anno fa - 1 commento
Gestire i “preferiti” (o segnalibri) è sempre più difficile, col passare del tempo, perché gli indirizzi dei siti che abbiamo salvato nel nostro browser invecchiano e sono male organizzati. E allora la soluzione più efficiente diventa quella di affidarsi a Delicious, il servizio di “social bookmarking” che consente di conservarli on line, attribuendo loro parole Continua >
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circa 2 anni fa - 2 commenti
Il nostro recente articolo sul fenomeno dell’online outsourtcing ha destato un certo interesse in rete, anche perché si parla molto poco di questo argomento. Tra i numerosi commenti in rete che ho letto, ne cito uno, in particolare, comparso all’interno del gruppo Professionisti e Consulenti ICT – Italia, in LinkedIn, di Roberto Galoppini, uno Continua >
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circa 2 anni fa - 2 commenti
Sull’interessante Small Business Trends Radio, la fondatrice Anita Campbell ha appena pubblicato le 10 tendenze che stanno caratterizzando le piccole imprese(americane) e che quindi devono essere assolutamente prese in considerazione da chi volesse entrare in questo mondo. Oltre al podcast è possibile scaricare una presentazione in power point.
Ecco, in breve, questi “10 comandamenti”:
1. Cloud computing (l’esempio classico Continua >
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circa 2 anni fa - 2 commenti
C’è chi considera le riunioni uno strumento utile di lavoro e chi le ritiene solo una perdita di tempo. È evidente come l’esito di un meeting dipenda da una serie di variabili che, in molti casi, possono essere pianificate e conosciute a monte. Ma quali sono i motivi per cui questi incontri possono rivelarsi un Continua >
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circa 2 anni fa - 2 commenti
Ormai Facebook non è più esclusivamente sinonimo di divertimento e condivisione più o meno ludica tra amici e conoscenti. La creatura di Mark Zuckerberg ha superato i 400 milioni di utenti ed è diventato il sito più frequentato al mondo. E’ quindi inevitabile pensarlo anche come luogo dove si possono, e qualcuno aggiunge si devono, cercare e concludere affari.
Banalmente dunque si spiega il perché sempre più aziende creino le proprie pagine fan sul più popolare social network del pianeta, e spesso vanno pure oltre. Molti imprenditori, infatti, decidono di compiere veri e propri investimenti mirati per pubblicizzare la propria attività, attraverso inserzioni pubblicitarie configurabili in pochi click.
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circa 2 anni fa - 2 commenti
Intervento di Paolo Subioli (Amelya) a Ignite Italia, nel quale racconta come i vari servizi on line oggi disponibili hanno radicalmente cambiato il suo modo di lavorare. E non solo.
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circa 2 anni fa
MI sembra molto ragionevole. Noi già dobbiamo metterci un bel po’ di impegno a gestire un sito istituzionale, un blog e una newsletter.
Twitter e Facebook preferiamo utilizzarli per fare “rimbalzare” i nostri contenuti in ambiti dove c’è una certa attenzione del pubblico.
Ma è un’attenzione veramente effimera. In certe ore del giorno, un post su facebook si perde completamente.
E così il sito è la nostra ancora. Il nostro punto di riferimento sicuro.
paolo s.
circa 2 anni fa
quello che mi fa temere di più è la velocità con cui si avvicendano le varie tendenze su internet.
prima abbiamo tutti creato i nostri bravi siti, poi sembrava che, senza il blog, non si potesse stare.
ora pare obbligatorio essere super-attivi in facebook, twitter, linkedin, eccetera.
ma come si fa a stare appresso a tutte queste mode?
una persona normale passa gran parte della giornata a lavorare.
chi ce l’ha il tempo di stare pure su twitter, quale persona dello studio si può destinare ad un’attività del genere?
circa 2 anni fa
Sono d’accordo, per stare dietro a tutto si rischia di perdere il resto, cioè di non aver poi nulla da mettere nelle vetrine dei social network, soprattutto se non hai personale a sufficienza…io ad esempio sono un libero professionista, ho 3 siti per le mie rispettive attività: corsi esperienzali, teatro d’impresa-edutainment e video recruiting col sito http://www.videocv.org e faccio 3 cose in contemporanea e non riesco a star dietro a tutto e mi rendo conto di aver bisogno di qualcuno da pagare per star dietro a blog, news da google e facebook, etc…
sto ancora esitando perchè a fatica riesco a starci dietro, ma prima dell’investimento, vorrei capire quanto mi porterebbe l’investimento in termini di contatti e visibilità??
ho notato che quello che scrivo nei blog mio e di altri, non lo ritrovo mai…la quasi totalità dei miei contatti proviene dal mio sito, fatto abbastanza bene per le ricerche su google. quasi nessun contatto lavorativo da facebook e linkedin, o meglio solo perdite di tempo, richeiste di informazioni poi cadute nel vuoto…
Fonte: http://www.terenzio.net
circa 1 anno fa
Salve a tutti,
Replico qui un intervento sul tema che ho postato su LinkedIn.
Il punto è che una cosa sono gli strumenti, le metodologie (evidentemente in continua evoluzione), altra questione sono gli obiettivi.
Le nuove tecnologie offrono sicuramente moltissimo, spesso più di quanto siamo in grado di impiegare, ma richiedono una consapevolezza elevata circa gli scopi e gli obiettivi che si vogliono perseguire.
Ciò che è indispensabile quindi, prima ancora di qualsiasi tecnologia, è definire qual’è l’ambito di indagine, quali gli obiettivi e quali gli scenari, valori, significati che si vogliono evocare, indagare e/o promuovere.
Per condividere un minimo le esperienze, personalmente ho seguito due principali progetti nei quali ho cercato di sviluppare soluzioni basate su tecnologie e metodologie ICT:
1) sviluppo di metodologie per analizzare i contenuti e le dinamiche interne ai forum aziendali
2) ricerca, in una rete sociale (forum) dei cosiddetti “professional transponder”, cioè persone dotate di alto profilo professionale e culturale con spiccate capacità di trasmettere e promuovere conoscenza nella rete e nelle aziende.
Il secondo punto è particolarmente importante quando si pensa al problema di chi mandare in formazione in una grande azienda … evidentemente è consigliabile scegliere persone motivate e capaci di trasmettere ad altri competenze e conoscenze.
Per avere una idea di quello che si può fare mettendo insieme la social network analisi e l’analisi semantica date un occhiata a queste immagini, entrambe relative a dei moduli di analisi che ho sviluppato:
http://www.learning-path.it/Images/SNA/sna02c.jpg
http://www.learning-path.it/forum/Images/analisi_mod2a.jpg
/gino